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Hacker e automobili tecnologiche: tra verità e falsi miti

Parliamo di sicurezza e di pirati informatici, che sono in grado di sfruttare le connessioni per tentare il furto dell'auto.

Viviamo nell’epoca della tecnologia, utilizzata non solo per arricchire le nostre dimore e gli uffici, ma anche gli autoveicoli. Le macchine di lusso, le sportive e le cosiddette city-car si completano con sistemi di ultima generazione. Uno tra tutti? Il controllo elettronico della stabilità (ESC), ovvero un’unità di sicurezza che è attiva per le automobili tecnologiche.

Questo sistema non rappresenta un pericolo reale per gli hacker, ma ci sono piccole cose che non possiamo dimenticare. Pensiamo per esempio alle connessioni bluetooth e Wi-Fi, che permettono di interagire con i nostri smartphone. In questo caso il rischio aumenta esponenzialmente, poiché rappresentano una porta spalancate per i pirati del web.

Ma le auto connesse sono quindi più esposte ai rischi? Vediamo di fare il punto della situazione partendo proprio dalle innovazioni tecnologiche. Sarà utile per poter così conoscere alcune verità e smentire altri falsi miti.

Tecnologie e connettività: le auto del presente (e futuro)

Se fino a qualche anno fa si sentiva parlare di “ladri da stereo”, con l’arrivo dei dispositivi audio integrati nella plancia, si è scongiurato questo pericolo. E’ quindi stato un passo importante per arrivare a scongiurare il furto degli accessori, ma anche del veicolo. Visti i moderni sistemi di avviamento, e le chiavi elettroniche, è complicato tentare il contatto dei fili sotto il volante per far partire l’auto. E allora dove si cela il pericolo a oggi?

I sistemi di sicurezza sono ottimali, ben studiati, ma purtroppo possono avere dei punti deboli. Abbiamo parlato prima di bluetooth e Wi-Fi, usati per favorire la connettività tra più dispositivi che usiamo in auto. E in queste reti si insinuano i malintenzionati, capaci di sfruttare le conoscenze informatiche per mettere a segno i loro colpi.

Il problema è reale, tanto che l’Unione Europea ha deciso di stanziato 450 milioni di euro per permettere di migliorare il mercato. Questa somma di denaro è destinata ai Paesi membri dell’Unione, per favorire così una collaborazione globale che porti alla nascita di dispositivi sicuri al 100%. Si parla per esempio del Cruise Control adattivo, dei sistemi a distanza, e anche degli ADAS, ovvero i sistemi avanzati di assistenza per la guida.

Automobili tecnologiche: no agli allarmismi, sì all’informazione

Questo approfondimento è necessario in seguito a quanto accaduto nel 2013, quando due informatici riuscirono ad hackerare il sistema di controllo elettronico di una Toyota Prius. E che dire di quegli hacker che nel 2017 inviarono falsi bollettini del traffico causando un vero e proprio blocco chilometrico sulle strade?

Non vogliamo scatenare un caso, o lanciare preoccupazioni infondate, ma è giusto essere a conoscenza dei possibili rischi. E soprattutto del duro lavoro che viene svolto regolarmente per massimizzare la nostra sicurezza e quella delle nostre automobili.

Chiaramente mentre si potenziano i dispositivi di sicurezza delle auto, è bene anche pensare a sviluppare, in modo preciso, l’ambiente che ci circonda. Il tutto creando elementi smart che aumentino il muro di protezione dei nostri mezzi di trasporto. La vulnerabilità resta un problema, sul quale però è possibile lavorare, al fine di ottenere risultati vantaggiosi per ogni automobilista.

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